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Frazioni e contrade silane

contrade silane

 

La Sila apriglianese

  • Introduzione

      La parola Sila deriva dal latino silva cioè il bosco per antonomasia. Tutti ne parlano fin dai tempi della Magna Grecia: Teocrito scrisse una delle egloche alle sue pendici, i Romani costruirono la loro flotta con il suo legname, Virgilio la ricorda in un suo famoso verso:"pascitur in Magna Sila formosa jovenca", nel periodo bizantino Cassiodoro il segretario calabrese di Teodorico affermava che tutto l'impero d'Oriente non possedeva un bosco eguale a quello della Sila.
      Dal punto di vista geologico l'Altopiano è di natura eruttiva, costituito da granito e da scisti cristallini, rocce molto più vecchie di quelle alpine. Geograficamente la Sila è un "altare" che si eleva intorno al 39° parallelo nel bel mezzo del Mediterraneo, con un altezza che varia dai 1.200 metri ai 2.000 metri del Monte Botte Donato e con un estensione di oltre 100.000 ettari.


  • Economia e territorioArea pic-nic Craticello

      Aprigliano è uno dei comuni più estesi, come territorio, della Sila. Infatti con i suoi 12.000 ettari, la maggior parte oltre i 1.000 metri di altitudine, interessa circa la metà della Sila Piccola cosentina. Numerose sono le contrade silane ricadenti nel comune e precisamente da Nord a Sud sono: Barracchelle, Pino Collito, Ceci, Quaresima, Gisbarro, Tassitano, Cappello di Paglia, Pita dell'aglio, Caporosa, Camarda, e Spineto. SS 178 per la Sila
      Tutte queste frazioni sono nate grazie alla riforma fondiaria avviata negli anni cinquanta dall'allora Opera Sila oggi ARSSA. Quest'opera di riforma (già proposta nell'Ottocento da Gioacchino Murat il messaggero meridionale di Napoleone), ha previsto la "confisca" di alcuni terreni demaniali e dei latifondisti di allora e la consegna degli stessi, opportunamente divisi in poderi (con le relative abitazioni) e quote, ai contadini bisognosi del tempo. Veduta panoramica con lago ArvoTale attività fondiaria ha consentito la nascita di molte imprese agricole specializzate nella coltivazione della patata e del frumento tenero, le due colture principe dell'intero Altopiano Silano. L'altro settore importante per l'economia silana è l'allevamento animale caratterizzato dalle mandrie di bovini "podolici" che ancora vive l'antica transumanza, cioè lo spostamento dalle aree collinari a quelle montane nel periodo estivo e viceversa nel periodo invernale.Veduta panoramica con sullo sfondo il lago Arvo La produzione di latte di questi animali viene utilizzata per l'ottenimento del famoso caciocavallo, un formaggio a pasta filata che ha avuto il riconoscimento della DOP (denominazione di origine protetta) dall'Unione europea.
      La grande ricchezza della Sila apriglianese, però, è data dalle immense distese boschive, caratterizzate dal castagno e dal faggio fino ai 1000 metri di altitudine, dal pino nero e dagli abeti nelle aree più elevate.La raccolta delle patate in Sila Inoltre bisogna segnalare in località Lardone, nello splendido parco forestale da poco ristrutturato, a circa 10 chilometri dal centro abitato di Aprigliano, la presenza di alcuni esemplari secolari di sequoia, esempio unico nella nostra regione. La presenza di aree incontaminate nelle zone più impervie delle nostre montagne ha favorito la conservazione di specie animali ormai rarissime come il gatto selvatico, la trota macrostigma e lo scoiattolo rosso, patrimonio naturale di inestimabile valore. Dal punto di vista turistico la montagna apriglianese possiede delle bellezze invidiate da molti, infatti sia il lago Arvo che l'Ampollino, due grandi invasi artificiali adibiti alla produzione di energia elettrica, sono incastonati tra le alture silane e circondati da lussureggianti boschi di pini ed abeti ed oltre ad offrire viste panoramiche sono la meta di numerosi amanti della pesca sportiva di acqua dolce. Un'altra attrazione per gli amanti della natura è data dalla raccolta dei funghi nel periodo autunnale, attività che oltre ad interessare una folta schiera di appassionati innesca un indotto commerciale di tutto rispetto, vista la notevole quantità di miceti che i nostri boschi ogni anno generosamente "sfornano".


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in linea dal 18-12-2000, ultimo aggiornamento il 11-08-2005